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Gioielli in ambra e argento

Storia dell'ambra

Le pietre, denominate anche "figlie della Terra", hanno da sempre affascinato intere civiltà e popoli che hanno attribuito loro, a seconda del colore e del materiale, significati, virtù e poteri diversi. Nell'antichità le pietre venivano polverizzate per essere impiegate come medicamenti oppure come tinture per dipingersi il volto. Negli ultimi anni, si è sviluppata una nuova scienza, la cristalloterapia, che attribuisce ai cristalli la proprietà di purificare ed equilibrare le energie di coloro che le indossano. Alle pietre l'uomo attribuisce un segno zodiacale che ne esalta le virtù ed in India i neonati venivano battezzati assegnando loro una pietra che li avrebbe guidati per tutta la loro vita.

L'ambra del Baltico con le sue svariate sfumature di colore è la pietra protagonista delle creazioni presentate su questo sito internet.

Come tutte le pietre di colore arancione-giallo è associata al 3° chakra che in lingua sanscrita viene chiamato manipura ovvero città dei gioielli. Questo chakra è localizzato a livello del plesso solare ed è associato a fegato, pancreas, stomaco, milza, parte alta dell'intestino. Il terzo chakra è associato a tutte le malattie metaboliche come il diabete, le insufficienze epatiche, le ulcere gastriche, la cirrosi, nonché tutte le patologie concernenti la nutrizione, digestione ed assimilazione. Dal punto di vista energetico, da questo chakra si sviluppa l'affermazione personale verso l'ambiente esterno: i sentimenti di amicizia, rancore, simpatia, antipatia... La persona che soffre di uno scompenso di questo chakra tende a perdere il controllo delle proprie emozioni e a sviluppare un atteggiamento aggressivo per nascondere il suo senso di inadeguatezza sociale.

Le origini
L'ambra è una resina fossile proveniente da secrezioni di piante ormai estinte risalenti al Mesozoico (circa 250 milioni di anni fa). E' una miscela di composti organici ed è costituita prevelantemente da carbonio (più del 70%), da idrogeno ed ossigeno con percentuali che oscillano tra il 10-11% e da una piccola percentuale di zolfo.Il nome ambra deriva dall'arabo Anbar. I greci la chiamavano electron, parola che serviva per esprimere il bagliore del sole, e che, in seguito alla scoperta delle proprietà dell'ambra di accumulare elettricità statica strofinandone la superficie, diede origine all'attuale termine di "elettricità" . Ai tempi dei Romani, che inviavano eserciti per la conquista ed il controllo delle terre dove si produceva l'ambra la chiamavano "sucinum" da "sucus" ovvero succo ed un piccolo frammento di ambra valeva più di uno schiavo im buona salute.
Gli antichi popoli germanici bruciavano l'ambra come incenso per farne scaturire il caratteristico aroma, da qui il nome "bernstein" ovvero "pietra che brucia", ma la pietra era anche nota come "glessum" ovvero "trasparente" proprio per la sua trasparenza e lucentezza. Mentre nel Medioevo l'ambra di colore chiaro veniva utilizzata per i grani del rosario perchè liscia al tatto.
L'ambra può essere opaca dai colori che vanno dal bianco o giallo pallido al giallo intenso o bruno, fino al rosso bruno o nero. Oppure, l'ambra può essere trasparente con campioni che vanno dal giallo pallido al giallo bruno, dal bruno arancio al bruno rossastro fino al bruno intenso. I maggiori giacimenti di ambra si trovano nelle regioni baltiche e l'ambra proveniente da quella zona viene denominata succinite poichè composta per piccole percentuali da acido succinico. L'èta di questa qualità di ambra, caratterizzata dalla presenza di bolle gassose, risale ai 35-40 milioni di anni fa, classificandola come una delle qualità più antiche.
L'ambra baltica si trova principalmente in Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Russia. Le sue colorazioni variano dal giallo, arancio-bruno, rosso-bruno e in rari casi giallo-verde.
L'ambra dominicana denominata retinite ed estratta dalla Repubblica Dominicana è più "giovane" dell'ambra baltica (15-25 milioni di anni fa), è quindi meno dura e non contiene acido succinico. Le sue colorazioni vanno dal giallo, giallo bruno, rosso, rosso-bruno o blu-verde.
L'ambra messicana risalente circa 20-25 milioni di anni fa è trasparente con colori che vanno dal giallo al giallo bruno, raramente rosso-bruno.
L'ambra proveniente dalla Birmania, detta anche burmite, contiene acido succinico ed è la qualità di ambra più dura che risale a 45 milioni di anni fa. Si presenta generalmente di colore rosso-bruno con frequenti incisioni bianche di calcite.
Giacimenti di ambra si trovano anche in Sicilia, lungo le sponde del fiume Simeto e viene quindi chiamata simetite. L'ambra siciliana, risalente a 20 milioni di anni fa, ha un coloro rosso-violaceo, ma anche rosso-bruno o rosso-arancio.
L'inglobamento in ambra è quello che rende davvero preziose ed affascinanti tutte le qualità di ambra esistenti. All'interno dell'ambra si possono infatti vedere e trovare intatte piccole testimonianze animali e vegetali delle foreste preistoriche. Queste inclusioni sono dovute al fatto che le goccioline di resina cadevano su insetti ed altri animaletti (piccoli rettili o la loro traccia, ragni, oppure su vegetali (foglie, petali, fiori, pollini), li avviluppavano completamente, soffocandoli e rendendoli prigionieri per milioni di anni preservandoli dalla decomposizione, a seguito di un processo di indurimento detto proprio amberizzazione. Esistono anche inclusioni di cristalli di pirite.
Le inclusioni hanno permesso di studiare nel dettaglio le caratteristiche degli organismi preservati, fornendo importantissimi dati sull'evoluzione biologica dal passato geologico. Si stima che la fossilizzazione della resina si ottiene soltanto dopo 5 milioni di anni.
L'ambra è protagonista di diversi miti. All'epoca degli Assiri, Egizi, Etruschi e Fenici, si credeva che l'ambra avesse poteri soprannaturali e veniva indossata in gioielli ed adorata.
Secondo Ovidio, Fetonte, per constatare che Elio, il Dio del Sole, fosse realmente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del sole per un giorno, ma, a causa della sua inesperienza, perse il controllo dei cavalli che, prima, salirono troppo in alto bruciando così un tratto della volta celeste e creando la Via Lattea ed in seguito scesero troppo in basso bruciando la terra e creando il deserto della Libia. Zeus fu costretto ad intervenire per salvare la terra e scagliò un fulmine contro Fetonte che morì precipitando dal cielo nel fiume Eridano, l'antico nome del Po. Le sorelle addolorate vennero trasformate dagli dei impietositiin alberi (pioppi) ma ancora lo piangevano con abbondanti lacrime che asciugate dal sole diventavano ambra. Secondo antiche testionianze, l'ambra è il succo del sole che al tramonto si congela nel mare e viene trasportato sulla riva. Sofocle ricorre al mito di Meleagro per spiegare le origini dell'ambra. Meleagro, figlio di Eneo ed Altea, organizzò assieme agli zii materni la caccia al feroce cinghiale che la dea Diana trascurata aveva inviato sulla terra per punire la noncuranza degli uomini nei suoi confronti. Meleagro uccise l'animale ma, a causa di una lite per il possesso del vello, uccise anche gli zii materni. La madre Altea per vendicare il delitto bruciò il tizzone a cui le Parche (le dee che filano il filo della vita di ogni uomo e lo tagliano all'ora della morte) avevano legato la vita del figlio. Meleagro muore così consumato da un fuoco eterno e pare che dalle lacrime versate dalle sorelle di Meleagro per la sua morte si ottenga l'ambra.Una superstizione attribuisce all'ambra il potere di far passare emicranie e di scacciare gli incubi.
 

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